Aspettando un Campione per amico

un campione per amico adriano panattaIn attesa dell’arrivo di “Un Campione per Amico” a Biella eccovi delle curiosità riguardanti l’azienda e il campione Adriano Panatta.

È stata la crisi del 1960 a portare a Fila un tocco di innovazione che l’ha portata ad essere nel tempo un azienda a livello mondiale. Si è reinventata lanciando la nuova collezione Tennis, rendendosi, così, originale per un mercato che era abituato ad un offerta classica e tradizionale.

La nuova collezione colpiva per la sua innovazione merceologica e creativa, ma questo non sarebbe bastato a conquistare il mercato sportivo; bisognava ampliare la propria azione innovando sulla cultura per creare un nuovo approccio, nuove relazioni con il mondo dei potenziali consumatori e con l’intera filiale distributiva per conseguire una posizione competitiva molto forte.

Cominciava così la conquista di un mercato fino ad allora sconosciuto, ma nonostante questo  non ci sarebbe voluto tanto tempo prima che l’azienda arrivasse a delle conclusioni che l’avrebbero avvantaggiata; la prima analisi a cui è andata incontro è che tutte le proposte dell’abbigliamento, da quelle dell’alta moda a quelle più quotidiane, erano tutte consumate e fruite in un contesto quasi sempre personale; mentre le proposte sportive, se indossate dai campioni nel susseguirsi dei tornei, conoscevano una realtà diversa. L’atmosfera che veniva trasmessa dal palcoscenico spingeva gli spettatori a rivivere in chiave personale, le stesse sensazioni e lo stesso protagonismo.

Nasce così la collaborazione con Paolo Bodo che grazie alla sua condizione di giocatore è stato il veicolo per conoscere i protagonisti del mondo del tennis e per scoprire il campione con cui coordinarsi.

Nel ’73 era ancora Nicola Pietrangeli a identificare il tennis italiano ma era alla fine della sua carriera, così in occasione della più importante mostra italiana sportiva che si teneva a Milano, l’azienda organizza un servizio fotografico tutto incentrato su Pietrangeli da utilizzare nell’occasione della fiera stessa. Qualche giorno prima della manifestazione fieristica si svolsero, però, i campionati assoluti di tennis a Perugia per laureare il nuovo campione italiano quale successore di Pietrangeli.

L’occasione era strategica per l’impresa, che avrebbe chiuso l’accordo con il vincente Andriano Panatta riconoscendoli il ruolo di leader dell’immagine della società nel mondo del tennis. L’abbinamento con Adriano Panatta costituiva una vera rivoluzione nel mercato perché la distribuzione scopriva l’inserimento di un nuovo protagonista, la Fila, la cui aggressività era subito evidente con la sottrazione dal mercato del nuovo campione a cui tutta la stampa e gli esperti accreditavano un futuro luminoso.

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Enrico Frachey si era convinto che Adriano non solo avesse talento tennistico ma anche un carattere forte che avrebbe permesso all’azienda di uscire dai confini nazionali per creare un’immagine distintiva anche nei mercati internazionali creando attorno al prodotto e all’immagine del marchio tutta l’emozione della tensione agonistica determinata dal gioco altamente spettacolare dei campioni.

Nasce così la collaborazione tra Fila e Panatta che gli porta a cooperare insieme dal 1974 al 1966.

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L’incontro di Adriano Panatta con lo sport che avrebbe segnato la sua vita fu soprattutto un caso. Quando era bambino desiderava entrare al corso di nuoto ma sfortunatamente si erano chiuse le candidature e il padre lo iscrisse al corso di tennis. Per questa occasione il padre prese una racchetta dismessa dal circolo dove lavorava come custode, e ne tagliò un pezzo con la sega, consegnandoli una racchettina, attrezzo che a quei tempi non esisteva. Poi pitturò una rete sul muro e per terra delle righe che tracciavano un campo. Il piccolo Panatta si immaginava, così, delle grandi partite dove era lui il vincitore.

Ne passarono di anni da quel giorno e nel 1970, a Bologna, vinse i Campionati italiani assoluti di tennis superando a sorpresa in cinque set Nicola Pietrangeli, giocatore più titolato nella storia del tennis italiano.

Negli anni successivi questa vittoria, ne susseguirono altre come i tornei internazionali a Bournemouth nel 1973, a Firenze nel 1974, a Kitzbühel e Stoccolma nel 1975. Raggiunse il culmine nel 1976, vincendo gli Internazionali d’Italia, annullando ben 11 match ball al primo turno contro l’australiano Warwick e sconfiggendo JohnNewcombe in semifinale e Guillermo Vilas in finale, quindi aggiudicandosi a poche settimane di distanza il Roland Garros, battendo in finale Harold Solomon. Alla fine dell’anno, con la squadra nazionale capitanata da Pietrangeli e composta da Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, conquistò la Coppa Davis in Cile, indossando assieme a Bertolucci una maglietta rossa in segno di protesta contro il regime di Augusto Pinochet.

Il 1976 coincide per Panatta con l’anno di massima gloria.  Le vittorie acquisite gli consentirono di raggiungere il quarto posto nel Ranking mondiale ATP, suo miglior piazzamento in carriera e tuttora miglior piazzamento di un tennista nell’era open.

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Nel 1977 vinse il torneo World Championship Tennis di Houston, battendo in sequenza Jimmy Connors, Ken Rosewall, Eddie Dibbs e Vitas Gerulaitis.

Nel 1978 ottenne un’altra importante vittoria al torneo di Tokyo, e raggiunse la sua seconda finale ai Campionati Internazionali d’Italia, venendo sconfitto in cinque set da Bjorn Borg. Il suo ultimo successo in carriera fu del 1980, al torneo di Firenze.

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Terminata la carriera da tennista nel 1983, Adriano si dedica alla motonautica, eccellendo anche come pilota off-shore. Nel 1991 diventa campione del mondo nella classe Evolution e primatista mondiale di velocità sull’acqua. Dopo aver fatto il consigliere comunale di Roma  nel 1997, è stato assessore allo sport e grandi eventi della provincia di Roma fino al 2009. Sempre nel 2009 è protagonista di “Maglietta rossa”, film documentario che racconta gli anni ’70, partendo dalla vittoria italiana di coppa Davis contro il Cile di Pinochet.

La sua autobiografia dal titolo “Più diritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo”, racconta la sua carriera agonistica, soffermandosi su curiosi aneddoti legati al mondo del tennis e a storie famigliari.

La sua avventura con “Un Campione per Amico” inizia nel 1999, e fino ad oggi con tanto divertimento ha avvicinato i ragazzi all’attività fisica regolare, indispensabile per lo sviluppo e la crescita sana.

I ragazzi partecipanti hanno la possibilità di mettersi alla prova in diverse attività: giocare a tennis con Adriano Panatta, sfidare Andrea Lucchetta nella pallavolo e Francesco Graziani nel calcio, oltre a poter imparare da Jury Chechi i segreti della ginnastica artistica. Tutti diventano protagonisti di una lezione di educazione fisica all’aria aperta, in una magica arena ricreata nelle piazze più belle d’Italia.

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